Ci sono notizie che arrivano senza clamore, magari dentro un messaggio o una foto condivisa tra amici, e che dicono molto del lavoro silenzioso di chi fa arte.
Camilla Cuparo ha ricevuto l’Attestato di Selezione del Paris Art Prize, un riconoscimento che le viene conferito “per l’eccellenza, la creatività e l’originalità” della sua opera.
Basta guardare il dipinto che accompagna l’attestato per capire perché abbia colpito: una figura distesa occupa quasi tutta la tela, con le forme tondeggianti delle membra che si piegano e si sovrappongono e, intorno, lo spazio non è un semplice sfondo ma si spezza in piani geometrici, linee nere decise e superfici che sembrano scivolare una sull’altra, come in certi interni cubisti rivisitati con sensibilità contemporanea.
I colori sono caldi e terrosi: ocra, avorio, sfumature di terra bruciata e qua e là il blu irrompe in piccole macchie mentre in alto, sullo sfondo, compare un piccolo schizzo su un cavalletto, un’opera dentro l’opera, che ricorda come ogni dipinto nasca da un altro sguardo, da un’altra idea.
Il risultato un corpo è morbido, l’ambiente quasi architettonico e il confine tra i due si fa volutamente incerto.
A Camilla Cuparo auguro di raggiungere altri obiettivi oltre a questo importante attestato che rappresenta un nuovo tassello da aggiungere al suo cammino di artista.
A. Pesare Storico dell’Arte

