Angelo Antelmi, lettera recensione consegnatami a Brindisi 17/08/2024


PAOLO DI MARCO
Custode della Magia del Legno
“Nel cuore del Friuli, dove la natura conserva ancora il suo respiro autentico e antico…”
Paolo di Marco è un artista che trasforma tronchi abbandonati e scarti di legno in veri e propri racconti scolpiti. Con una sensibilità rara e un’immaginazione straordinaria, Paolo riesce a vedere ciò che per molti è invisibile: folletti nascosti, orsi sognanti, creature fantastiche che sembrano sbucare direttamente dalle leggende delle montagne.
Ogni sua opera è un dialogo silenzioso tra l’uomo e la natura, un atto di ascolto profondo. Non forza la materia, non impone la sua volontà: la osserva, la accarezza, e da quella forma grezza fa emergere figure che sembrano da sempre celate lì, in attesa di essere liberate. Non c’è nulla di artificiale nel suo processo creativo; è come se Paolo riuscisse a “vedere” nel legno l’anima nascosta, e con le sue mani sapienti le desse voce.
L’arte che rigenera la vita
Il suo lavoro è anche un esempio virtuoso di arte sostenibile: utilizza legno riciclato, recuperato da boschi, vecchi tronchi o materiali dimenticati, restituendo loro nuova vita e nuova bellezza. In un’epoca in cui spesso si parla di rigenerazione e rispetto per l’ambiente, Paolo di Marco incarna in modo autentico questi valori, trasformando lo scarto in poesia.
Le sue sculture non sono semplici oggetti decorativi, ma piccoli mondi incantati, capaci di toccare corde profonde in chi le osserva. Guardare un suo folletto, con lo sguardo vispo e ironico, o un orso assorto nei propri pensieri, è come affacciarsi a un’altra dimensione, dove la fantasia e la natura convivono in armonia.
Paolo di Marco non è solo un artista: è un narratore silenzioso, uno scultore di sogni, un custode della magia del legno.
Le sue opere non si dimenticano: si portano dentro, come ricordi di un tempo in cui tutto era ancora possibile.


