Delia Grave

Nel panorama artistico nazionale si sta facendo strada un giovane talento: Delia Grave. Il suo linguaggio artistico attinge dall’immaginario gotico che integra con l’esoterismo: un simbolismo oscuro e il macabro raffinato sono presenti nelle sue opere nelle quali il corpo umano è il perno attorno a cui ruota la sua indagine.

Delia ci mostra come l’iconografia sacra incontra il neogotico tramite la rappresentazione dei suoi soggetti che sembrano essere reliquie di un culto oscuro: scheletri, madonne spettrali e figure femminili ancestrali si fondono con il misticismo e il memento mori. La morte non è vista come fine, ma come parte di un ciclo trasformativo e spirituale.

L’artista dimostra una padronanza tecnica tale da permetterle di conferire volume e profondità alle sue composizioni. La sua capacità di tradurre concetti astratti, come il dolore, il mistero o la sacralità, in immagini iconiche e potenti, spiega il forte impatto della sua arte: attraverso il chiaroscuro caravaggesco, trasforma il macabro in un’eleganza solenne. Cuori pulsanti, simboli alchemici e cornici barocche diventano portali verso una dimensione esoterica.

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“Sic volvere Parcas”: Atropo,la “irremovibile” fatalità della morte; Lachesi,la “fissatrice della sorte” toccata all’uomo; Cloto, la “filatrice della vita”.

Lilith
olio su legno
35 × 26 cm (cornice inclusa)
DISPONIBILE info in dm