Yglix Rigutto

Yglix Rigutto nato il 11/03/51 a Amiens Francia.
Residente a: rue de la Libération n.3
17430 Muron Francia
TEL : 00 33 6 98 83 39 10
Email : 1yglix1@free.fr
Facebook: Yglix Rigutto
Link Facebook: https://www.facebook.com/yglix.rigutto

Yglix Rigutto, è nato in Francia nel 1951 da genitori emigranti di nazionalità Italiana.
Ha scolpito la sua prima pietra a all’età di quattordici anni. Gli studi di tecnico edile si interrompono all’ età di diciassette anni a causa dei fatti del maggio 1968 che lo coinvolgono completamente. A diciotto anni, sognando utopie, parte con un amico per vistare il mondo con la sua Citroen Due Cavalli. Dopo alcuni anni di peripezie e di lunghi pellegrinaggi dove visita gran parte dell’Europa e del Medio Oriente si spinge fino in Asia visitando anche Tibet e Nepal. Per rientrare in nave dall’Asia e comprarsi il biglietto è costretto a vendere l’automobile e nel 1973, all’età di ventidue anni, senza un soldo in tasca ma con un bagaglio di esperienze uniche che gli hanno riempito l’anima e il cuore, approda in Italia e si stabilisce in Friuli Venezia Giulia, più precisamente a Frisanco, un piccolo paesino di montagna dove per vivere e per viverci ripara la casa dei nonni paterni. La sua vita procede per varie vicissitudini e sperimentazioni. Apre una piccola bottega e inizia a costruire con le sue mani giocattoli e rompicapi antichi ( GIOCHI DEL GATTO DI YGLIX RIGUTTO). Realizza anche un teatrino in legno con diversi burattini, e assieme ad un suo amico di Pordenone li porta in giro per le piazze dei paesi del Friuli. Dopo alcuni anni di spettacoli, dai quali nascono conoscenze e relazioni importanti nel 1978 approda anche alla scultura ed è li che poi si fermerà per il resto della sua vita. Il suo materiale preferito è la pietra di fiume, un materiale certamente non facile, ostico e durissimo ma a lui molto congeniale. Subisce il fascino della sua materia e qui sta il suo legame con l’arte moderna. Quando ci troviamo di fronte ad una sua opera viene voglia di accarezzarla, toccarla, quasi per stabilire un contatto, un rapporto diretto, fino a farlo diventare un ricordo che si perde nel tempo. Il nostro approccio con le sue opere è istintivo, non ha bisogno di parole o di spiegazioni e questa è la grandezza dell’arte di Yglix Rigutto.
Nel 1996 riparte definitivamente per la Francia dove in un piccolo paesino apre la sua bottega con atelier. Dal 1989, Yglix ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Francia e in Italia, simposi internazionali e sfide di dimensioni monumentali come ” Les Lapidiales”a Port-d’Envaux, in Francia. Una cava di pietra abbandonata dove nel 2002 Yglix è stato il primo ad intervenire con sculture a piena parte dalle dimensioni incredibili. Per più di quindici anni ha lasciato nella roccia il suo incancellabile segno realizzando figure fantastiche e mitologiche trasformando una cava abbandonata in un’attrazione unica al mondo. Fino ad oggi più di settanta scultori di fama mondiale sono intervenuti lasciando il loro segno e la loro firma ma Yglix è stato il primo. La produzione di Yglix Rigutto non è limitata alla scultura, sia essa su pietra di fiume o su pietra preziosa. Con la stessa passione per la ricerca della magia del nascosto, coltiva la passione dei giochi. Sono giochi di abilità dei secoli passati oppure giochi dei bimbi, oramai dimenticati o scomparsi. In tutti però c’è la ricerca delle fonti antiche, delle abilità perdute. Sono sempre realizzati con il legno, la stoffa, lo spago, la carta.
Sia nelle sculture in pietra, sia in questi giochi c’è sempre lo stesso modo di affrontare le opere, lo stesso filtro davanti alle cose; il preziosissimo mondo del fantastico.
Yglix è un artista di immensa generosità, di passione, di aliti arcaici, è sempre stato motivato dalla promozione dell’espressione artistica e dall’integrazione dell’arte nella vita di tutti i giorni. Oggi ha settantacinque anni, vive e lavora a Muron, Francia. Tutti i martedì apre il suo atelier per dare ai suoi alunni lezioni di scultura su pietra e raccontare le sue fantastiche vicende artistiche e personali.
Paolo Di Marco 2024

Presentazione di Yglix Rigutto scritta nel 1995 dal artista italiano Vittorio Basaglia, insegnante all’ accademia di Urbino e di Venezia, famoso per le sue mostre in tutta Europa e nel Mondo, purtroppo mancato nel 2005.

YGLIX RIGUTTO PRESENZE ARCANE di
Vittorio Basaglia 1 995
Recensione per una personale

Non vorrei fare del folclore, ma credo che per capire le forme di Yglix sia utile se non necessario entrare nel suo mondo.
Il suo laboratorio isolato, su una montagna non certo turistica, gli oggetti che lo circondano, gli amici che lo frequentano, tutti, mi pare, un pò strani, data anche la difficoltà di raggiungere il suo eremo in Valdestali, sono essenziali.
È certo che i legni trovati e manipolati, le pietre levigate e scolpite, i sassi scelti ma ancora da “scoprire”, le macchine e gli utensili che adopera, diventano nel suo studio delle presenze vive, anche se in certi casi angoscianti.
Il coccodrillo ricavato da una vecchia trave, il guerriero che esce da una pietra del Tagliamento sono personaggi che occupano naturalmente uno spazio sulle tavole di vecchi tronchi e sulle panche inchiodate.
Nonostante i chiodi e gli oggetti in disordine, si sta bene vicino a questi personaggi che appaiono o rimangono celati nel loro involucro organico.
Allora si capisce che il procedimento di Yglix non è banalmente il togliere la materia per fare uscire meccanicamente una forma, ma che alla base di tutto c’è la contemplazione.
Contemplazione che ha bisogno di questi spazi e di questi silenzi, di solitudine e di un rapporto magico con la materia.
Ricordo che ho cominciato a capire Brancusi da quando sono entrato nel suo studio ricostruito al Museo d’Arte Moderna di Parigi.
Nello spazio di lavoro tutto diventava scultura, anche gli sgabelli e le travi segate.
Non mi pare di aver provato la stessa emozione quando ho visto opere isolate nei musei.
Forse certe opere vivono dove nascono e mi pare che Yglix abbia trovato una clinica ottimale per fare nascere i suoi sogni di pietra.

Vittorio Basaglia 1995